Come utilizzare la punteggiatura

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Un post utile a tutti.

I segni di interpunzione, detti altrimenti “di punteggiatura”, indicano il tipo di pausa che dobbiamo fare mentre leggiamo. La pausa dà il ritmo giusto alla lettura.

Il punto (.), detto anche punto fermo, indica la pausa lunga; più lunga rispetto alla virgola, al punto e virgola e ai due punti.

A volte è abusato da chi non ha molta esperienza nell’uso corretto di virgole e punto e virgola, da chi non ha capito come si utilizzano questi due ultimi segni.

Esempio:

“Sono stanco”.

“Non mi tediare”. (Anche: “Non mi tediare!”)

Il punto non si usa solo al termine di una frase, ma anche nelle sigle, come S. p. A. (Società per Azioni); per le abbreviazioni, come in Dott. per “dottore”, davanti al cognome oppure a un nome.

 

Il punto esclamativo (!), a fine frase indica stupore, un sentire pregnante come paura o grossa sorpresa:

“Ho paura!”

“Oh, che spavento!”

 

Il punto interrogativo (?) ci pone alla presenza di una domanda:

“Dove andrai in vacanza?”

 

I puntini di sospensione (…) vanno sempre e solo in numero di tre!

 

Si usano se, dovendo enumerare, l’elenco in questione è lungo e vogliamo sottintendere altri elementi:

“Ho fatto colazione con: caffè; latte; biscotti; yogurt; succo di frutta…”

(che colazione!)

Si inseriscono anche per sottintendere una conseguenza a un’azione:

“Se fai così…”

Si usano nelle citazioni, per la parte omessa: (…) oppure […].

 

Il punto e virgola (;) è da approfondire perché in molti non hanno idea di  cosa farne, non lo sanno usare correttamente. Eppure non è troppo difficile.

Spesso alcuni sostituiscono questo segno di interpunzione con il semplice punto o con la virgola, ma non è certamente la stessa cosa: il punto e virgola, infatti, è fondamentale perché indica sfumature del discorso diverse da quelle indicate e suggerite dagli altri segni. Il punto e virgola, se ben usato, vi regala il suo fascino particolare, per queste sfumature che non possono essere rese diversamente. Il ritmo indicato da questo segno è unico.

Usi:

  • per separare due proposizioni. Quali? Quelle che, per la forma, possono essere autonome; quelle che, per il contenuto, sono legate fra loro.

Per quel che riguarda l’ultima affermazione (contenuto), ecco un esempio:

“Sono stato al mare; lì ho conosciuto Clara”

  • Si usa anche come elemento di separazione in un elenco piuttosto lungo, al posto della virgola:

“Ho comperato: spaghetti; sale; pepe; olio; zucchero; patate fritte…”

 

Due punti (:)

Si usano per introdurre:

  • il discorso diretto. Allora disse: “Chi ti ha dato il permesso di…”
  • una lista (quella sopra con gli spaghetti va bene come esempio);
  • una spiegazione:Ti porto al mare: è più vicino!”
  • una conseguenza:  “Non va bene: rifallo!”
  • una citazione:  “Da “Amleto” di Shakespeare: …”.
  • Il due punti può anche illustrare o portare una dimostrazione alla nostra attenzione: “La formula chimica è: H2O”.

 

Lucia Donati

 

2 giugno 2015
 
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Lucia Donati

Lucia Donati è nata a Senigallia. Ha pubblicato tre libri. Un suo breve racconto di viaggio è apparso sul quotidiano Corriere Adriatico (nel 2003). Sue liriche sono presenti in antologie. Cura diversi blog, tra cui quello letterario Scrivere Leggere Percorsi http://scrivereleggerepercorsi.blogspot.com nel quale sono presenti più di 300 articoli sulla scrittura, e un altro blog, caratterizzato da articoli sul talento e interviste a personaggi noti e meno noti ma che “hanno qualcosa da dire”. Si interessa di arte, scrittura, filosofie e di bellezza in tutte le sue forme.

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